Mobilità dolce

Attraverso tre edizioni, la mobilità dolce ci ha insegnato che tutti i Paesi e tutti gli abitanti della Terra sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più alcuna possibile distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo. E così anche per l’Italia, che trova il proprio primario motore di sviluppo nella cultura e nel turismo ma rimane schiacciata tra l’aggressione delle coste nei mesi estivi  e l’assedio delle Città d’Arte, che patiscono i fenomeni di overtourism, mentre larga parte del territorio – soprattutto nelle aree interne e nel Mezzogiorno – rimane escluso dai cataloghi di viaggio.

Vi è poi un grande tema di cittadinanza e di qualità della vita: la partecipazione attiva di tante realtà territoriali – enti, istituzioni, imprese, associazioni, scuole, università, centri di ricerca e organizzazioni ecclesiali – in questi tre anni ci ha insegnato che tutti insieme possiamo contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più alcuna possibile distinzione di censo, di cultura, di provenienza, di fede, di razza o di genere.

Pertanto intendiamo proporre la mobilità dolce come asset imprescindibile per salvare l’identità dei luoghi dall’oppressione dei flussi turistici più invadenti e consumeristici, offrendo nel contempo le precondizioni necessarie a migliorare le condizioni di vita nelle nostre città e sviluppare innovative opportunità di lavoro per i giovani.

Attraverso il Meeting e la Board nazionale degli Itinerari, intendiamo procedere nella direzione di realizzare un grande circuito di relazioni, emozioni ed esperienze da condividere, per migliorare la competitività del paese senza perdere di vista la qualità della vita e dell’ambiente

All Routes lead to Rome intende proporre una prospettiva intimamente connessa alla necessità di sconfiggere l’approccio debole con cui il nostro Paese affronta la gestione dei patrimoni ambientali, paesaggistici, storici, artistici e archeologici, il cui superamento dev’essere assunto come priorità nazionale.
Siamo convinti che gli Itinerari culturali, le Rotte, i Cammini e le Ciclovie – spesso tracciati lungo antiche vie di storia, di cultura e di pellegrinaggio – possano essere strumenti narrativi per aumentare lo storytelling e la narrazione complessiva, per indagare e promuovere modelli di integrazione e di gestione innovativa degli attrattori, aumentando la notorietà, l’accessibilità e la fruizione degli immensi patrimoni diffusi anche fuori dai circuiti turistici consolidati.

La mobilità dolce (a piedi, in bicicletta, a cavallo, in barca a vela e con altre modalità lente e naturali) consente di attraversare i luoghi con leggerezza e, al tempo stesso, in profondità: con il desiderio di non produrre impatti negativi sul territorio ma, al contrario, di entrare in contatto con la comunità locale, con i suoi riti, con le sue usanze, con i suoi costumi, per vivere esperienze realmente immersive, in grado di trasformare la vita.


VISITA IL SITO DEDICATO AL MEETING

 

Rispondi