Economia circolare

Partiamo da un dato: tra i grandi Paesi europei, l’Italia è quello con la quota maggiore di recupero di materia prima nel sistema produttivo, con un incoraggiante 18,5%.

Le sfide ambientali delineano nuove opportunità che, anche grazie alle nostre tradizioni produttive, possono essere a portata di mano per l’Italia: l’economia circolare è una delle più promettenti. Dai rottami di Brescia agli stracci di Prato o alla carta da macero di Lucca, l’Italia – povera di risorse – ha sempre praticato forme di uso efficienti, intelligenti e innovative delle materie.
Grazie a queste tradizioni virtuose e alla nostra capacità nazionale di ribaltare un limite in un’opportunità, siamo tra i Paesi più avanzati nella green economy e nel riuso dei materiali: un modello di sviluppo non più lineare, ma che trasforma gli scarti di un’impresa in materia prima di un’altra, come prassi ormai diffusa in tutti i settori produttivi.

L’economia circolare rinnova e arricchisce la nostra vocazione al design e offre nuova linfa alla green economy e al made in Italy

La maggiore efficienza che caratterizza i soggetti censiti si traduce per il nostro Paese in minori costi produttivi, minore dipendenza dall’estero per le risorse, maggiore competitività e innovazione, che intreccia anche le tecnologie dell’industria 4.0.
Questa Italia di imprese, centri di ricerca, enti non profit, ci permette di ricostruire un profilo del made in Italy fatto di bellezza e qualità ma anche di innovazione e sostenibilità, allineato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu.
Ed ha inoltre il merito di aver portato il Paese a primati europei persino anticipando, a volte, norme che si muovono più lentamente della società e dell’economia: come certifica Eurostat, siamo infatti il Paese con la quota maggiore di “materia prima seconda” impiegata dal sistema produttivo tra i grandi Paesi europei: quasi un quinto del totale (18,5%), ben davanti alla Germania (10,7%) unico Paese più forte di noi nella manifattura.

Il recupero dei materiali ci fa risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2. E questo contribuisce a rendere più efficiente e competitiva la nostra economia, oltre a renderla maggiormente sostenibile, coerente con la scarsità di risorse primarie e in forte contrasto con gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Ogni storia di economia circolare ci racconta di un’Italia che fa l’Italia e innova senza perdere la propria anima; ci parla di un modello di economia e di società più equo, che potrebbe rappresentare la risposta italiana alle questioni scottanti che il presente e il futuro pongono al Pianeta.

Sempre secondo Eurostat, con 256,3 tonnellate per milione di euro prodotto, l’Italia è il più efficiente tra i grandi Paesi europei nel consumo di materia dopo la Gran Bretagna (che impiega 223,4 tonnellate di materia per milione di euro e che ha però un’economia più legata alla finanza). L’Italia ha migliorato la sua performance rispetto al 2008 dimezzando il consumo di materia, facendo molto meglio rispetto alla Germania che, oggi, impiega 423,6 tonnellate di materia per milione di euro.
Siamo secondi per riciclo industriale con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania con 59,2 milioni di tonnellate ma prima di Francia, 29,9 t; Regno Unito, 29,9 t. e Spagna, 27t). Un recupero che fa risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2 (elaborazione Istituto di ricerche Ambiente Italia).

Il tema cruciale della progettazione per allungare la vita dei prodotti, per il riuso e il riciclo, non offre solo efficienze e sinergie tra filiere, ma anche nuove opportunità di sviluppo e occupazione incentivando la creatività, l’innovazione di prodotto e di processo; favorendo le nuove competenze che le università stanno promuovendo. L’economia circolare rinnova e arricchisce la nostra vocazione al design e offre nuova linfa alla green economy e al made in Italy.


+INFO: visita la sezione dedicata del sito della Fondazione Symbola

 

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